Verrastro: “Bastano 18 minuti di energia per ridare a tutti la speranza di un lavoro”

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Se mi chiedessero cos’è Lavoradio, direi che è una medicina, una terapia naturale, un antidepressivo. E’ dal luglio del 2012 che, insieme alla collega Angela Di Maggio, ho scelto di voler raccontare il cambiamento del mondo del lavoro sottolineando che la crisi non è un dramma ma un’opportunità. Ero stanco di accendere la tv e guardare il quotidiano “bollettino di guerra” fatto di servizi su proteste, scioperi, disoccupazione, tagli, e di spiegare ai miei figli che questa crisi è sì violenta ma il futuro non è buio; che non si può restare chiusi all’angolo aspettando che “passi la nottata” ma bisogna esercitare ascolto e curiosità, avere sete di conoscenza e forza nella competenza; condividere il sapere e fare network; puntare all’eccellenza, diventare sempre più bravi.
E infine osare, proporsi, uscire dagli schemi.
“Stay hungry, stay foolish”: ci ricorda qualcosa? La lezione di Jobs è sempre la più importante.

Da comunicatore (e non uomo di marketing) non ho fatto calcoli né business plan. E’ stata una “chiamata”, una missione. Sapevo che questa cosa si doveva fare, e anche in fretta, per raccontare il cambiamento in atto. Bisognava dare una sorta di “scossa” trasversale che potesse arrivare ai giovani, agli over 40 in outplacement, e perfino a quei manager troppo “seduti” che non riescono a percepire il cambiamento o lo danno per scontato, portando le organizzazioni in sofferenza.

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